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YouTube filtri di ricerca: tutte le novità per il 2025

per 10 Gennaio 2026Non ci sono commenti

YouTube filtri di ricerca: cosa cambia e perché conta per il business

YouTube filtri di ricerca stanno cambiando profondamente per semplificare l’esperienza degli utenti. I nuovi YouTube filtri di ricerca riflettono l’evoluzione della piattaforma e il peso crescente dei contenuti brevi nel 2025.

La revisione, motivata dal feedback della community, punta a rendere più intuitivo il processo di ricerca eliminando funzioni obsolete e introducendo opzioni più utili. L’obiettivo è aiutare gli utenti a gestire un catalogo video sempre più vasto, migliorando pertinenza e rapidità dei risultati.

Questo aggiornamento rappresenta anche un segnale per brand e creator: capire come funzionano i nuovi filtri significa ottimizzare la visibilità dei contenuti e intercettare meglio le ricerche degli utenti, in particolare su temi caldi come notizie, tutorial e aggiornamenti software.

YouTube filtri di ricerca: il nuovo filtro dedicato agli Shorts

La novità principale dei YouTube filtri di ricerca è l’introduzione di un filtro specifico per gli Shorts, posizionato nella categoria “Tipo”. YouTube riconosce così in modo esplicito il ruolo centrale dei video in formato breve nel proprio ecosistema.

Grazie a questo nuovo filtro, gli utenti possono decidere con precisione se visualizzare nei risultati solo contenuti brevi, solo video tradizionali di lunga durata, oppure entrambi. Si tratta di una risposta diretta a una richiesta ormai impellente della community, abituata a consumare contenuti in modalità diverse a seconda del contesto d’uso.

Per i creator e per le aziende, questo significa poter progettare strategie di contenuto distinte per Shorts e video long form, sapendo che gli utenti avranno strumenti più chiari per filtrare e trovare ciò che cercano. In ottica SEO interna alla piattaforma, diventa strategico lavorare su titoli, descrizioni e formati in funzione di questo nuovo filtro.

Il peso degli Shorts, secondo trend osservabili anche su altre piattaforme come TikTok o Reels di Instagram, è destinato a crescere ancora, e l’aggiornamento dei YouTube filtri di ricerca ne è una conferma evidente.

Nuova terminologia nei YouTube filtri di ricerca: da “Sort By” a “Prioritize”

Oltre all’introduzione del filtro per gli Shorts, YouTube interviene anche sulla terminologia di due elementi chiave dell’interfaccia. La categoria “Sort By” diventa “Prioritize”, mentre il filtro “View count” viene rinominato “Popularity”.

Questi cambiamenti non sono puramente estetici: “Prioritize” comunica meglio l’idea di dare priorità a determinati criteri, evidenziando il concetto di ordinamento gerarchico dei risultati. “Popularity”, invece, rende più chiaro che il criterio non è limitato al solo conteggio delle visualizzazioni, ma tiene conto in modo più ampio del successo dei contenuti.

Per chi fa marketing e content strategy, questa variazione semantica nei YouTube filtri di ricerca è significativa. Indica che l’algoritmo considera sempre di più segnali compositi di engagement (like, commenti, condivisioni, watch time) e non solo il volume di visualizzazioni. In prospettiva, ottimizzare la “popularity” significa lavorare sulla qualità percepita e sulla capacità di generare interazioni.

Questa logica è in linea con quanto già avviene su altri ecosistemi digitali, dove metriche come il tempo di visualizzazione e il coinvolgimento contano più delle sole impression, come riportato anche da analisi su YouTube Data API.

YouTube filtri di ricerca: rimozione di “Last hour” e “Rating”

L’aspetto più drastico dell’aggiornamento riguarda l’eliminazione di due filtri storici dai YouTube filtri di ricerca: “Last hour” e “Rating”. YouTube ha spiegato che queste opzioni “non funzionavano come previsto e contribuivano alle lamentele degli utenti”.

La rimozione del filtro “Last hour” suggerisce che la funzione non riusciva a garantire risultati davvero aggiornati o rilevanti, soprattutto in ambito news e contenuti time-sensitive. In pratica, molti utenti non trovavano video sufficientemente pertinenti pubblicati nell’ultima ora, generando frustrazione.

Per quanto riguarda “Rating”, la scelta è coerente con l’evoluzione storica della piattaforma: YouTube ha da tempo abbandonato il sistema di valutazione a stelle, sostituendolo con il più semplice binomio mi piace/non mi piace. Continuare a offrire un filtro basato su un concetto di rating ormai superato non era più allineato al modello attuale.

Questo riposizionamento riflette l’importanza della freschezza e della qualità percepita dei contenuti, in particolare per ricerche legate a notizie, tutorial su nuove tecnologie o aggiornamenti software. Per i brand, significa che la pubblicazione tempestiva e la capacità di generare engagement diventano ancora più cruciali per emergere nei risultati.

YouTube filtri di ricerca: tutte le novità per il 2025

In parallelo, l’attenzione di YouTube alla user experience segue dinamiche simili a quelle evidenziate da altre piattaforme globali, come documentato anche da Statista in merito ai trend di consumo video online.

Come usare i nuovi YouTube filtri di ricerca su desktop e mobile

Sul fronte dell’interfaccia, l’accesso ai nuovi YouTube filtri di ricerca rimane coerente con le abitudini degli utenti. Su desktop, il pulsante per accedere ai filtri continua a essere posizionato nella parte superiore destra della schermata dopo aver avviato una ricerca.

Su dispositivi mobili, invece, gli utenti dovranno continuare a toccare i tre punti verticali nell’angolo in alto a destra per visualizzare le opzioni di filtro. Questo mantiene una continuità nell’esperienza d’uso, riducendo al minimo la curva di apprendimento.

L’aggiornamento dei YouTube filtri di ricerca sarà implementato gradualmente per tutti gli utenti nelle prossime settimane. Nel corso del 2025, l’esperienza di ricerca dovrebbe risultare più snella, coerente con il modo in cui le persone consumano contenuti video oggi: mix di Shorts, long form, contenuti educational e intrattenimento.

Per chi gestisce canali aziendali, questo è il momento ideale per rivedere categorie, titoli e descrizioni dei video, con l’obiettivo di allinearli ai nuovi filtri e migliorare la discoverability dei contenuti chiave.

YouTube filtri di ricerca: Impatto su Marketing e Business

I nuovi YouTube filtri di ricerca hanno un impatto diretto sulle strategie di marketing digitale e sul modo in cui le aziende costruiscono la propria presenza video. La possibilità di filtrare in modo più preciso Shorts e video tradizionali spinge i brand a sviluppare piani editoriali distinti per obiettivi diversi: awareness, consideration e conversion.

Per esempio, gli Shorts possono essere usati per ottenere reach rapida e intercettare ricerche veloci, mentre i video long form restano fondamentali per tutorial dettagliati, demo prodotto e contenuti educational. Sapere che gli utenti possono filtrare i risultati in base a formato e popularity rende ancora più importante curare struttura, CTA e valore informativo di ogni contenuto.

Dal punto di vista della customer experience, questi aggiornamenti ai YouTube filtri di ricerca aiutano gli utenti a trovare più rapidamente risposte specifiche: guide su funzionalità, troubleshooting, aggiornamenti, comparazioni. Le aziende che investono in contenuti chiari e segmentati per query (come “come usare WhatsApp Business per il supporto clienti”) possono presidiare momenti critici del customer journey.

Integrazione e coerenza tra video su YouTube e altri canali digitali (sito, e-commerce, chatbot, campagne WhatsApp) diventano un vantaggio competitivo: il video non è più solo contenuto, ma un asset centrale della strategia omnicanale.

Come SendApp Può Aiutare con YouTube filtri di ricerca

Per sfruttare al massimo i nuovi YouTube filtri di ricerca, le aziende devono integrare i contenuti video nelle proprie strategie di comunicazione diretta, in particolare su WhatsApp Business. Qui entra in gioco SendApp, che permette di distribuire video, Shorts e long form in modo mirato tramite automazioni e campagne conversazionali.

Con SendApp Official, basato su API WhatsApp ufficiali, i brand possono collegare le proprie property digitali (sito, CRM, piattaforme video) a WhatsApp e inviare in modo scalabile link a video YouTube rilevanti in base alle richieste degli utenti. Questo consente di capitalizzare sulla visibilità ottenuta grazie ai nuovi filtri, portando gli utenti dai risultati di ricerca al dialogo one-to-one.

SendApp Agent aiuta i team di supporto e vendita a gestire le conversazioni, condividendo rapidamente i video più adatti (Shorts o contenuti approfonditi) come risposta alle domande dei clienti. In questo modo, il lavoro fatto per ottimizzare i contenuti rispetto ai YouTube filtri di ricerca si traduce in strumenti concreti di assistenza e pre-vendita.

Con SendApp Cloud, le aziende possono creare workflow di marketing automation che combinano segmentazione, invio di link YouTube e messaggi personalizzati su WhatsApp. Per esempio, dopo un opt-in su una landing page, è possibile attivare una sequenza che invia prima uno Short introduttivo e poi un video long form di approfondimento, seguendo la logica di fruizione resa evidente dai nuovi filtri.

Per chi vuole trasformare YouTube in un canale integrato di lead generation e customer care, il passo successivo è collegare video, contenuti filtrabili e conversazioni. SendApp offre tutti gli strumenti per farlo in modo semplice e scalabile, dalla gestione API alla collaborazione dei team.

Se vuoi capire come combinare strategicamente i nuovi YouTube filtri di ricerca con WhatsApp Business e l’automazione, richiedi una consulenza dedicata sul sito SendApp e valuta una prova gratuita delle soluzioni più adatte al tuo business.

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