Nome utente
AIChatGPTImpresawhatsappwhatsapp businesswhatsapp marketing professionale

Assistente AI su WhatsApp: idee social in automatico

per 29 Gennaio 2026Non ci sono commenti

Perché oggi serve un “assistente autonomo” per il marketing

Gestire contenuti e campagne per più clienti (o per più linee di prodotto) è diventato un lavoro ad alta complessità: brief diversi, tone of voice differenti, calendari editoriali separati, approvazioni, revisioni e metriche da monitorare. Nel frattempo, i team marketing si ritrovano a saltare tra strumenti, file, chat e database, perdendo tempo in attività ripetitive che non creano valore.

Qui entra in gioco l’AI conversazionale: non come “bacchetta magica” che sostituisce la creatività, ma come partner operativo che accelera ideazione, organizzazione e distribuzione dei contenuti. La svolta avviene quando l’AI non vive in un tool isolato, ma si integra nel flusso quotidiano del team: WhatsApp Business, CRM, fogli di lavoro, knowledge base e calendario.

In questo articolo vediamo come progettare un assistente AI personalizzato che genera idee di contenuti on-brand, le archivia in modo ordinato e le rende pronte per l’approvazione, usando WhatsApp Business e marketing automation con SendApp come hub operativo.

Dal brainstorming “a mano” a un processo automatizzato e on-brand

Il brainstorming tradizionale funziona… finché non diventa un collo di bottiglia. Se devi produrre idee per 5, 10 o 30 brand, ripeti sempre gli stessi passaggi:

  • recuperi linee guida del brand e posizionamento
  • rileggi obiettivi di campagna e target
  • cerchi spunti stagionali o trend
  • scrivi una lista di idee
  • le incolli in un documento o in un database
  • le invii al team per revisione

Un assistente AI ben progettato automatizza soprattutto la parte “meccanica”: raccoglie contesto, genera proposte coerenti, formatta e archivia. Il team resta responsabile di strategia, qualità e scelta finale.

Il modello: un assistente AI conversazionale che vive su WhatsApp Business

Immagina un flusso semplice: invece di aprire mille strumenti, scrivi su WhatsApp un messaggio tipo:

“Genera 12 idee Reels per il brand X: focus saldi invernali, target 25-40, tono ironico ma premium. CTA: visita sito e salva il post.”

L’assistente risponde con un set di idee già strutturate (hook, formato, caption, CTA, note visual) e, contemporaneamente, salva tutto in un database “Idee” pronto per revisione.

Con SendApp questo approccio diventa pratico perché puoi:

  • gestire conversazioni WhatsApp in modo professionale
  • attivare automazioni in base a parole chiave, tag o eventi
  • integrare un chatbot AI per generare contenuti e risposte
  • collegare CRM, fogli, database e calendario editoriale

Che cosa fa l’assistente, passo dopo passo

  1. Identifica il brand/cliente (da tag, numero, menu o comando)
  2. Recupera il contesto: linee guida, audience, prodotti, offerte, rubriche, obiettivi
  3. Invia il contesto all’AI con un prompt strutturato
  4. Genera idee “on-brand” con un formato standard
  5. Archivia le idee in un database (es. Google Sheets, Airtable, Notion, CRM)
  6. Notifica il team su WhatsApp con un riepilogo e link alla scheda
  7. Quando approvate, sposta automaticamente le idee nel calendario editoriale

Come progettare il “cervello” dell’assistente: dati, prompt e regole

La differenza tra un’AI che spara idee generiche e un assistente davvero utile sta in tre elementi: qualità dei dati, prompting strutturato e regole di output.

1) Crea una scheda brand standard

Per ogni brand/cliente, prepara una scheda con campi fissi. Esempio (in italiano, pratico e riutilizzabile):

  • Settore: cosmetica naturale
  • Target: donne 28-45, attenzione ingredienti, sensibilità green
  • USP: made in Italy, INCI trasparente, risultati visibili
  • Tono di voce: empatico, competente, mai aggressivo
  • Parole da usare: “routine”, “pelle sensibile”, “dermatologicamente testato”
  • Parole da evitare: “miracoloso”, “cura definitiva”
  • Obiettivi: lead WhatsApp, traffico e-commerce, remarketing
  • Offerte: -20% su kit inverno, spedizione gratuita sopra 49€
  • Rubriche: prima/dopo, tutorial, ingredienti, recensioni

Questa scheda diventa la base che l’assistente recupera automaticamente ogni volta.

2) Definisci un prompt “a moduli”

Un prompt efficace non è un testo lungo e casuale, ma una struttura con sezioni. Ad esempio:

  • Ruolo: “Sei un content strategist per Instagram e TikTok…”
  • Contesto brand: scheda brand
  • Obiettivo: awareness / lead / conversione
  • Vincoli: tono, parole vietate, compliance
  • Output: tabella con campi (Titolo, Hook, Formato, Caption breve, CTA, Visual, Note)
  • Quantità: 10/20 idee
  • Varianti: 3 idee “educational”, 3 “UGC”, 2 “trend”, 2 “promo soft”

3) Standardizza l’output per renderlo “operativo”

Se l’AI restituisce testo libero, poi devi rimetterlo in ordine. Chiedi invece un formato pronto per il tuo database. Esempio di campi utili:

  • Canale (IG Reel, TikTok, Stories, LinkedIn)
  • Funnel (TOFU/MOFU/BOFU)
  • Angolo (problema, soluzione, prova sociale, offerta)
  • Asset richiesti (foto prodotto, UGC, screenshot recensione)
  • CTA (scrivi su WhatsApp, visita landing, salva/condividi)
  • Note compliance (no claim, no before/after se vietato)

Automazione su WhatsApp: il flusso ideale con SendApp

Il vantaggio di usare WhatsApp Business come “console” è che il team lavora dove già comunica. Con SendApp puoi impostare un flusso in cui WhatsApp diventa l’interfaccia, mentre dietro le quinte operano automazioni e AI.

Trigger: come attivare la generazione di idee

Tre modalità pratiche:

  • Comando testuale: “/idee brandX 12 reels saldi”
  • Menu guidato: scegli Brand → Obiettivo → Formato → Numero idee
  • Tag e template: il team applica un tag “Richiesta contenuti” e parte l’automazione

Routing: assegnazione e governance

Non tutte le richieste devono andare all’AI senza controllo. Best practice:

Assistente AI su WhatsApp: idee social in automatico
  • se la richiesta riguarda un settore regolamentato (es. salute), invia prima a un responsabile
  • se mancano dati (es. target non specificato), l’assistente fa domande di chiarimento su WhatsApp
  • se il brand è nuovo, l’assistente chiede di compilare la scheda brand prima di procedere

Archiviazione: database idee + calendario

Un sistema semplice e robusto prevede due archivi:

  • Database “Idee”: tutto ciò che l’AI propone, con stato (Da revisionare / Approvato / Scartato)
  • Calendario editoriale: solo ciò che è stato approvato e programmato

Quando un’idea passa a “Approvato”, un’automazione la copia nel calendario con data, canale e owner.

Esempi pratici italiani: 4 casi d’uso che funzionano davvero

1) Ecommerce moda: idee Reels + recupero carrelli su WhatsApp

Scenario: brand di abbigliamento donna, picchi durante saldi e cambio stagione.

Automazione:

  • il social media manager chiede su WhatsApp: “10 idee Reels per saldi -30%, tono ironico, target 20-35”
  • l’assistente genera idee con hook e CTA “Scrivici su WhatsApp per taglie e disponibilità”
  • le idee approvate finiscono nel calendario
  • in parallelo, SendApp attiva un flusso di follow-up per chi ha scritto per info taglie ma non ha acquistato

Risultato atteso: contenuti più rapidi + conversazioni WhatsApp che alimentano conversioni e recupero carrelli.

2) Centro estetico: rubrica mensile + prenotazioni automatizzate

Scenario: centro estetico in una città media, obiettivo riempire agenda e ridurre no-show.

Automazione:

  • richiesta su WhatsApp: “8 idee Stories educative su epilazione laser, tono rassicurante, CTA prenota”
  • l’assistente crea contenuti con FAQ, miti da sfatare, micro-testimonianze
  • SendApp collega CTA a una chat guidata: scelta trattamento → giorno → orario → conferma
  • promemoria automatici 24h e 2h prima dell’appuntamento

Risultato atteso: più prenotazioni gestite in automatico e meno tempo speso al telefono.

3) Agenzia immobiliare: contenuti locali + nurturing lead

Scenario: agenzia che lavora su quartieri specifici, lead da portali e social.

Automazione:

  • il team chiede: “12 post per quartiere X: scuole, servizi, pro/contro, tono consulenziale”
  • l’assistente propone format: caroselli, mini-guide, checklist visita casa
  • CTA: “Scrivi ‘QUARTIERE’ su WhatsApp e ricevi la guida PDF”
  • SendApp invia automaticamente la guida e avvia un percorso di nurturing (nuovi immobili, consigli mutuo, invito visita)

Risultato atteso: contenuti utili che generano lead qualificati e follow-up coerenti.

4) B2B software: idee LinkedIn + qualificazione su WhatsApp

Scenario: software gestionale, ciclo di vendita più lungo.

Automazione:

  • richiesta: “10 idee LinkedIn per CFO, focus controllo di gestione, tono autorevole”
  • l’assistente crea post con insight, mini-casi, errori comuni
  • CTA: “Scrivici su WhatsApp per ricevere il modello Excel”
  • SendApp qualifica: dimensione azienda, settore, problema principale → inoltra al commerciale

Risultato atteso: lead magnet distribuiti automaticamente e passaggio al sales più pulito.

Quanto tempo si risparmia (e dove): una stima realistica

Un sistema di questo tipo non “fa marketing da solo”, ma riduce drasticamente tempi morti. Tipicamente si risparmia su:

  • ricerca e recupero contesto (schede brand sempre pronte)
  • prima bozza di ideazione (liste strutturate in minuti)
  • formattazione e copia-incolla (output già in campi database)
  • handoff al team (notifiche e link automatici su WhatsApp)

In molte realtà, questo significa recuperare diverse ore a settimana, da reinvestire in strategia, creatività, produzione e analisi performance.

Best practice: come mantenere qualità e coerenza del brand

Checklist di controllo

  • Rivedi sempre le idee prima di pubblicare
  • Blocca claim rischiosi con regole (parole vietate, settori sensibili)
  • Aggiorna la scheda brand ogni volta che cambia offerta o posizionamento
  • Conserva esempi di contenuti “top” e “no” per addestrare lo stile
  • Misura: quali idee generano più DM WhatsApp, click e conversioni

Metriche da monitorare (oltre ai like)

  • Numero conversazioni avviate da contenuti
  • Tasso di risposta e tempo medio di risposta
  • Lead qualificati generati via WhatsApp
  • Conversioni attribuite a flussi WhatsApp (promo, recupero carrello, appuntamenti)
  • Tempo risparmiato nel processo editoriale

Come SendApp può aiutarti

SendApp offre soluzioni complete per gestire WhatsApp Business in modo professionale ed efficiente:

Lascia un commento