Notifiche WhatsApp e MioDottore: come automatizzare promemoria e richiami dello studio

In breve
Promemoria e richiami WhatsApp per gli studi che usano MioDottore: API ufficiali Meta e integrazione nativa con GipoNext, il gestionale del gruppo Docplanner.
Chi gestisce uno studio medico con MioDottore conosce il problema: le prenotazioni arrivano, l’agenda si riempie, e poi una parte dei pazienti non si presenta. Il promemoria della piattaforma aiuta, ma non basta quasi mai: non parla la lingua dello studio, non si personalizza, non fa tornare chi non prenota da un anno. Questo articolo spiega cosa copre MioDottore, cosa serve in più, e come si mettono insieme le due cose senza cambiare il modo in cui lo studio lavora.
Cosa fa MioDottore e dove finisce il suo compito
MioDottore è il portale di prenotazione del gruppo Docplanner: porta pazienti nuovi, mostra il profilo del medico, gestisce l’appuntamento online e manda le notifiche di conferma e promemoria previste dal servizio. È il suo mestiere e lo fa bene.
Quello che non fa è la comunicazione dello studio: il messaggio scritto con le parole della segreteria, il richiamo a chi non viene da sei mesi, la risposta alle domande fuori orario, la conversazione che continua nella chat invece di finire in una notifica a senso unico. Per questo serve un canale WhatsApp gestito dallo studio, non dalla piattaforma di prenotazione.
Perché WhatsApp e non l’SMS o l’email
Il messaggio arriva dove il paziente guarda già decine di volte al giorno, e soprattutto si può rispondere. Un promemoria SMS è una comunicazione chiusa; un promemoria WhatsApp diventa una conversazione: “non riesco, posso spostare?” arriva in chat, la segreteria risponde da lì, lo slot si libera e viene rioccupato invece di restare vuoto. È la differenza fra avvisare e organizzare.
Cosa serve per mandare promemoria WhatsApp a norma
Non basta un telefono con WhatsApp Business e la rubrica dello studio. Gli invii programmati verso i pazienti richiedono le API ufficiali di WhatsApp Business di Meta, per tre motivi pratici:
- Template approvati: un messaggio inviato a chi non ti ha scritto nelle ultime 24 ore deve passare da un modello approvato da Meta. È la regola che rende leciti i promemoria automatici.
- Numero riconosciuto come business: l’account è verificato da Meta, non un’app che simula un telefono. Chi invia a volumi dal cellulare personale prima o poi trova il numero limitato, e con lui l’intera rubrica dello studio.
- Consenso e disiscrizione: si invia a chi ha dato il consenso, e chi scrive STOP esce dalla lista in automatico. È quello che tiene i richiami dentro il GDPR e le segnalazioni vicine allo zero.
Le API ufficiali non sono una garanzia contro i blocchi: nessuno può darla, e chi la promette non dice il vero. Sono però il terreno in cui il blocco diventa raro e, quando arriva, ha una causa che il report mostra. Il tema è spiegato per esteso nella guida su come evitare il ban del numero.
Il ponte con il gestionale: GipoNext, dello stesso gruppo
Qui c’è il passaggio che molti studi non conoscono. Il gruppo Docplanner, oltre a MioDottore, sviluppa GipoNext, il gestionale in cloud usato da poliambulatori, studi medici e centri diagnostici per agende, pazienti e prestazioni. SendApp si collega a GipoNext in modo nativo: ogni appuntamento dell’agenda arriva in SendApp, e da lì partono i promemoria prima della visita e i richiami per chi non torna.
Il collegamento avviene con le proprie credenziali GipoNext, non con una chiave da copiare: si autorizza sul sito di GipoNext, come quando si accede con Google a un altro servizio, e SendApp riceve solo il permesso di leggere l’agenda. Non scrive mai, non prenota, non cancella. La guida completa, con le schermate, è qui: collegare GipoNext a SendApp.
Lo stesso vale per AlfaDocs, molto diffuso negli studi dentistici. Chi usa un altro gestionale può comunque importare i contatti e programmare gli invii, oppure collegarlo via API.
Cosa cambia in agenda, in concreto
- Promemoria che seguono l’appuntamento. Fino a cinque regole: per esempio un template WhatsApp il giorno prima e un SMS due ore prima. Se la visita si sposta, il promemoria si sposta; se viene annullata, viene annullato. Il paziente non riceve mai il promemoria di una visita che non c’è più.
- Richiami per chi non torna. Chi non viene da sei mesi e non ha appuntamenti futuri riceve un invito a prenotare, con un tetto giornaliero per non intasare la reception e nel rispetto del consenso marketing letto dalla scheda del paziente.
- Le risposte arrivano in chat. Conferme, spostamenti e domande finiscono in un’inbox condivisa dove più persone della segreteria rispondono, ciascuna con il proprio accesso.
- Le domande fuori orario hanno una risposta. Un assistente AI addestrato sui contenuti dello studio — orari, prestazioni, preparazione agli esami, convenzioni — risponde alle 22:40 e passa la conversazione a una persona quando serve.
- La rubrica si popola da sola. I pazienti sincronizzati diventano contatti con un tag, pronti per le comunicazioni successive.
Tre messaggi che funzionano
Il promemoria del giorno prima: “Buongiorno Laura, le ricordiamo l’appuntamento di domani alle 10:30 con la dott.ssa Neri. Se deve spostarlo, risponda a questo messaggio.” Dice quando, con chi, e cosa fare se non può.
Il richiamo dopo sei mesi: “Buongiorno Marco, è passato un anno dall’ultimo controllo. Vuole che le proponga due date questa settimana?” Una domanda sola, con un’azione facile.
La preparazione all’esame: “Per l’ecografia di giovedì ricordi il digiuno dalle 22 di mercoledì. Se ha dubbi, ci scriva qui.” Riduce gli esami da rifare, che sono un costo per tutti.
Regola pratica: dire cosa succede, cosa può fare il paziente adesso, e quando entra una persona. Un promemoria che non risponde a queste tre cose va riscritto.
Privacy: cosa non si scrive in chat
I dati sanitari sono categorie particolari ai sensi del GDPR e non vanno nel corpo del messaggio. Il promemoria dice giorno, ora ed eventualmente il professionista; referti ed esiti si comunicano con un link a un’area riservata o allo sportello, non in chat. Il consenso alle comunicazioni va raccolto e conservato, e la disiscrizione deve funzionare sempre. Su questo l’integrazione aiuta: GipoNext distingue il consenso al trattamento da quello marketing, e SendApp li rispetta entrambi.
Quanto costa
SendApp Agent parte da 19 euro al mese, con 7 giorni di prova senza carta di credito; i piani salgono per contatti, operatori e messaggi inclusi. I messaggi inviati con le API ufficiali hanno la tariffa di conversazione di Meta, che SendApp fattura a prezzo Meta senza ricarico. Il listino completo è sul sito, e la pagina dedicata agli studi medici raccoglie i casi d’uso del settore.
Da dove partire
- Collega il numero dello studio a SendApp con le API ufficiali di Meta.
- Se usi GipoNext, autorizza il collegamento e lascia che l’agenda si sincronizzi: i primi appuntamenti compaiono in pochi secondi.
- Attiva una sola regola di promemoria, quella del giorno prima, e guardala funzionare per una settimana.
- Aggiungi il richiamo a sei mesi solo dopo, con un tetto giornaliero basso: l’anteprima dice quanti pazienti riceverebbero il messaggio oggi, prima di attivarlo.
Le prenotazioni continuano ad arrivare da MioDottore e dal passaparola. Quello che cambia è cosa succede fra la prenotazione e la visita, e fra una visita e la successiva.
