SMS marketing: la guida completa per aziende

di Redazione SendApp••12 min di lettura
SMS marketing: la guida completa per aziende

In breve

Cos’è l’SMS marketing, quando conviene rispetto a WhatsApp, mittente, lunghezza, consenso e costi: la guida pratica per usare gli SMS in azienda.

L’SMS marketing è l’uso degli SMS per comunicare con i clienti: promozioni, promemoria, conferme, avvisi. Funziona su qualunque telefono, non chiede un’app né una connessione a internet e arriva nella stessa casella in cui le persone ricevono i codici della banca. In questa guida trovi quando conviene davvero, come si scrive un SMS che rispetta i limiti tecnici e la legge, come funzionano i costi e come si prepara una campagna con SendApp.

Cos’è l’SMS marketing

SMS sta per Short Message Service, il servizio di messaggi di testo brevi delle reti mobili. Fare SMS marketing significa usare questo canale per raggiungere i clienti con messaggi inviati da una piattaforma, di solito a una lista di contatti e con un mittente che riporta il nome dell’azienda. Lo usano negozi, studi professionali, palestre, ristoranti, e-commerce, officine: qualunque attività abbia bisogno di far arrivare un’informazione breve a molte persone.

Dentro l’etichetta «SMS marketing» stanno in realtà due famiglie di messaggi, da tenere separate fin dall’inizio perché seguono regole diverse:

  • Messaggi promozionali: offerte, saldi, lanci di prodotto, inviti a eventi, buoni sconto. Servono a vendere e richiedono il consenso del destinatario.
  • Messaggi transazionali o di servizio: conferme d’ordine, promemoria di appuntamento, codici di verifica, avvisi di spedizione. Servono a far funzionare un servizio che il cliente ha già chiesto.

Le persone sono abituate a ricevere entrambi dalle aziende: dal codice per l’accesso in due passaggi alla conferma della visita, fino all’avviso che il pacco è in consegna. Proprio per questo l’SMS resta un canale di fiducia, e va usato con misura: pochi messaggi, utili, con un mittente riconoscibile.

I punti di forza dell’SMS

  • Copertura universale: lo riceve qualunque cellulare, anche senza smartphone e senza WhatsApp.
  • Nessuna connessione dati: basta il segnale della rete mobile.
  • Immediatezza: il messaggio compare subito sullo schermo, con il nome del mittente.
  • Semplicità: solo testo, senza modelli da far approvare prima dell’invio.

Il limite coincide con il punto di forza: è solo testo breve, e la risposta del cliente è difficile o assente. Per questo nella maggior parte delle aziende l’SMS non sostituisce gli altri canali, li completa.

SMS o WhatsApp: quando conviene l’uno e quando l’altro

La domanda utile non è quale dei due sia migliore, ma quale serve per quel messaggio e per quel cliente.

Quando conviene l’SMS

  • il destinatario non usa WhatsApp o non ti ha mai scritto lì;
  • il messaggio è breve e deve arrivare anche senza internet: un promemoria per domani, un avviso di consegna, un codice;
  • ti serve un canale di riserva per chi non ha letto o non ha risposto su WhatsApp;
  • scrivi a un pubblico ampio e misto, di cui non sai quale app usa.

Quando conviene WhatsApp

  • ti servono contenuti ricchi: immagini, PDF, video, pulsanti, catalogo;
  • vuoi una conversazione: il cliente risponde, chiede, prenota, e un assistente AI o un operatore gli risponde nella stessa chat;
  • vuoi accompagnare il cliente fino alla prenotazione o all’acquisto senza fargli cambiare canale.

Anche il costo va confrontato messaggio per messaggio. Su WhatsApp, con l’API ufficiale, Meta fattura a messaggio consegnato: secondo la pagina prezzi di Meta per sviluppatori (aggiornata il 28 settembre 2026), in Italia dal 1° luglio 2026 un messaggio marketing costa 0,0658 € e un messaggio utility, come una conferma o un promemoria, 0,0248 €. Per l’SMS il costo dipende dal pacchetto di crediti e dalla lunghezza del testo, come vedi più sotto: metti le due cifre una accanto all’altra per il tipo di messaggio che mandi più spesso. Il confronto caso per caso è nell’articolo su quando usare WhatsApp e quando l’SMS.

Il mittente personalizzato (Sender ID)

Un SMS aziendale non dovrebbe arrivare da un numero sconosciuto. Il Sender ID alfanumerico permette di mostrare come mittente il nome della tua attività, fino a 11 caratteri tra lettere e numeri: per esempio «PizzeriaSol», «StudioRossi» o «OtticaLuce». Il cliente capisce subito chi scrive, e questo conta sia per la fiducia sia per le regole, che chiedono un mittente riconoscibile.

Due accorgimenti:

  • scegli un nome che il cliente riconosce, non una sigla interna, e usa sempre lo stesso;
  • un mittente alfanumerico non può ricevere risposte: se vuoi che il cliente ti risponda, indica nel testo un altro modo per farlo, per esempio un link che apre la chat WhatsApp o un numero da chiamare.

Lunghezza e caratteri: quanto può essere lungo un SMS

Un singolo SMS contiene fino a 160 caratteri se il testo usa solo l’alfabeto standard GSM-7: lettere, numeri, la punteggiatura comune e alcune lettere accentate come à, è, é, ì, ò, ù. Basta un solo carattere fuori da quell’alfabeto, come un’emoji o l’apostrofo tipografico ’ che molti programmi di scrittura inseriscono da soli, perché il messaggio passi alla codifica Unicode: a quel punto il limite scende a 70 caratteri.

Oltre questi limiti il testo non viene tagliato: viene diviso in più parti che il telefono ricompone e mostra come un unico messaggio (SMS concatenato). Ogni parte però è conteggiata come un SMS, e contiene qualche carattere in meno, perché una piccola porzione serve a rimettere insieme il testo.

Tipo di testo SMS singolo Ogni parte di un SMS lungo
Alfabeto standard (GSM-7) fino a 160 caratteri 153 caratteri
Con emoji o caratteri speciali (Unicode) fino a 70 caratteri 67 caratteri

Esempio: un testo di 200 caratteri senza emoji vale 2 SMS; lo stesso testo con una sola emoji ne vale 3. In SendApp puoi scrivere testi fino a circa 800 caratteri, ma la regola pratica resta questa: sotto i 160 caratteri e senza emoji, il messaggio costa un solo SMS. Fai attenzione anche al simbolo €, che nell’alfabeto GSM-7 occupa due caratteri, e alla È maiuscola, che non c’è e fa passare il testo in Unicode: meglio riformulare la frase.

Normativa e consenso

Gli SMS arrivano sul telefono personale e le regole sono severe. Quello che segue è un quadro generale, non una consulenza legale: per i casi specifici confrontati con chi segue la privacy della tua azienda.

  • Per gli SMS promozionali serve il consenso preventivo. L’articolo 130 del Codice Privacy (d.lgs. 196/2003) richiede il consenso del destinatario per le comunicazioni promozionali inviate con sistemi automatizzati, SMS compresi. Il consenso va raccolto prima dell’invio, in modo libero e specifico, e devi poter dimostrare quando e come l’hai ottenuto, come prevede il GDPR.
  • Avere il numero non basta. Se un cliente ti ha lasciato il cellulare per un ordine o una prenotazione, non per questo ha accettato di ricevere promozioni.
  • L’opt-out deve essere sempre possibile. Chi riceve i tuoi SMS deve poter smettere di riceverli in modo semplice e deve sapere come fare. Quando qualcuno si cancella, toglilo davvero dalle liste promozionali.
  • Promozionali e transazionali sono cose diverse. Una conferma di prenotazione o un avviso di spedizione servono a eseguire un servizio richiesto dal cliente; una promozione no. Non inserire un’offerta dentro un messaggio di servizio: diventerebbe a tutti gli effetti un messaggio promozionale.
  • Il mittente deve essere riconoscibile. Anche per questo conviene un Sender ID con il nome dell’attività.

Quanto costa l’SMS marketing

Gli SMS si pagano a consumo, di solito con pacchetti prepagati di crediti: compri un pacchetto e lo consumi con gli invii. Il costo di ogni SMS dipende da tre fattori:

  • il volume: i pacchetti più grandi hanno in genere un costo per SMS più basso;
  • la destinazione: le tariffe cambiano da Paese a Paese, quindi un SMS verso un numero estero può costare più di uno verso un numero italiano;
  • la lunghezza e i caratteri: un messaggio concatenato o scritto in Unicode consuma un credito per ogni parte.

Per stimare una campagna, quindi, non basta contare i contatti: moltiplica i contatti per il numero di parti del messaggio. Mille contatti con un testo di due parti fanno duemila SMS. Il modo più semplice per spendere meno è scrivere corto. In SendApp il canale funziona proprio così, a crediti prepagati: trovi come si acquistano nella pagina dei pacchetti SMS di SendApp.

Esempi di SMS marketing

Gli esempi seguenti sono illustrativi: nomi, orari e codici sono inventati e servono solo a mostrare la forma. Stanno tutti sotto i 160 caratteri e non contengono emoji né apostrofi tipografici.

Promemoria appuntamento

StudioRossi: ti aspettiamo domani alle 15:00 per la visita. Se devi spostarla scrivici su WhatsApp: [link]

Per chi lavora su appuntamento, un cliente che non si presenta è uno spazio in agenda perso, che si poteva dare a qualcun altro. Un promemoria il giorno prima, con un modo semplice per spostare la visita, è il primo uso da provare.

Conferma di prenotazione o d’ordine

PizzeriaSol: prenotazione confermata per sabato alle 20:30, 4 persone. A presto!

Codice di verifica

Il tuo codice di accesso OtticaLuce è 482913. Non condividerlo con nessuno.

Avviso di consegna

ShopVerde: il tuo ordine arriva oggi tra le 14 e le 18. Segui la spedizione: [link]

Promozione breve

OtticaLuce: solo sabato 20% di sconto sugli occhiali da sole. Mostra questo SMS in negozio. Per non ricevere offerte: [link]

Nota come la promozione contiene il modo per cancellarsi, mentre i messaggi di servizio non contengono offerte.

Come scrivere una campagna SMS che funziona

  1. Segmenta il pubblico. Prima di inviare, dividi i contatti in gruppi omogenei: clienti recenti, clienti inattivi, iscritti a un evento. Un messaggio pertinente per un gruppo è rumore per un altro.
  2. Un solo obiettivo per messaggio. Lo spazio è poco: un’offerta, un avviso o un promemoria, non tutti e tre insieme.
  3. Un’azione chiara. Di’ al cliente cosa fare dopo aver letto: aprire un link, mostrare l’SMS in negozio, prenotare.
  4. Personalizza. Il nome del cliente e un riferimento a lui, come un buono per il compleanno, rendono il messaggio meno freddo. Tono breve e colloquiale, niente maiuscole urlate.
  5. Scegli il momento. Invia in orari ragionevoli, non la sera tardi. Per una vendita lampo, manda l’SMS poco prima che inizi, non a offerta già finita.
  6. Dosa la frequenza. SMS troppo frequenti fanno cancellare le persone: meglio pochi messaggi davvero utili.
  7. Misura i risultati. Usa link tracciati o codici sconto diversi per ogni campagna, così sai quale messaggio ha portato visite e acquisti.

Se vuoi che il cliente risponda, per esempio a un sondaggio con tre opzioni o a una domanda sul prodotto che vorrebbe, porta la conversazione su WhatsApp con un link: lì puoi raccogliere le risposte, allegare immagini e continuare a parlare con lui.

Come si fa SMS marketing con SendApp

In SendApp Agent l’SMS è uno degli otto canali gestiti dalla stessa dashboard: WhatsApp con l’API ufficiale, Instagram, Messenger, Telegram, email, SMS, widget e voce. Il percorso è questo:

  1. Attiva il canale. Dal menu Applicazioni scegli SMS: i passaggi sono nella guida per attivare il canale SMS.
  2. Acquista i crediti con un pacchetto prepagato.
  3. Prepara i destinatari con gli stessi contatti, liste e segmenti che usi per le altre campagne.
  4. Scrivi il messaggio con il tuo Sender ID fino a 11 caratteri e un testo fino a circa 800 caratteri, meglio se sotto i 160.
  5. Invia subito o programma la campagna, e segui l’andamento degli invii dalla piattaforma.

Il vantaggio di avere tutto in un posto è la combinazione dei canali. Puoi mandare la campagna su WhatsApp e usare l’SMS come canale di riserva per chi non ha risposto, oppure inviare i promemoria degli appuntamenti via SMS ai clienti che su WhatsApp non ci sono. Se il tuo obiettivo è soprattutto l’invio SMS massivi verso liste ampie, trovi le funzioni dedicate nella pagina della piattaforma.

Per la parte WhatsApp, SendApp è Meta Business Partner, collega il tuo numero solo all’API ufficiale e non applica ricarichi sulle tariffe Meta: i messaggi li fattura Meta. Se vuoi impostare anche quel canale, parti dalla nostra guida alla strategia di WhatsApp marketing. Puoi provare la piattaforma per 7 giorni gratis, senza carta di credito.

Domande frequenti

Cos’è l’SMS marketing?

È l’uso degli SMS per comunicare con i clienti a scopo commerciale o di servizio: promozioni, promemoria, conferme, avvisi. I messaggi partono da una piattaforma verso una lista di contatti, di solito con il nome dell’azienda come mittente, e arrivano su qualunque cellulare anche senza connessione a internet.

Serve il consenso per inviare SMS promozionali?

Sì. Per gli SMS promozionali serve il consenso preventivo del destinatario, come prevedono l’articolo 130 del Codice Privacy e il GDPR, e chi li riceve deve sempre poter smettere di riceverli. I messaggi di servizio legati a qualcosa che il cliente ha chiesto, come una conferma di prenotazione, seguono regole diverse, ma non devono contenere promozioni.

Quanti caratteri può avere un SMS?

Un SMS singolo contiene fino a 160 caratteri con l’alfabeto standard GSM-7 e fino a 70 se il testo contiene emoji o caratteri speciali. I testi più lunghi vengono divisi in più parti, ognuna conteggiata come un SMS. In SendApp puoi scrivere fino a circa 800 caratteri, ma restare sotto i 160 è il modo più semplice per contenere i costi.

Posso usare il nome della mia azienda come mittente?

Sì, con un Sender ID alfanumerico fino a 11 caratteri, per esempio il nome della tua attività. Il cliente capisce subito chi scrive. Un mittente alfanumerico però non riceve risposte: se vuoi che il cliente ti risponda, indica nel testo un altro contatto, come un link a WhatsApp.

Quanto costa inviare SMS?

Gli SMS si pagano in genere con pacchetti prepagati di crediti. Il costo di ogni messaggio dipende dal volume del pacchetto e dalla destinazione, e un testo lungo o con emoji consuma un credito per ogni parte. Per stimare una campagna moltiplica i contatti per il numero di parti del messaggio.

Meglio SMS o WhatsApp per il marketing?

Dipende dal messaggio. L’SMS conviene per testi brevi che devono arrivare a tutti, anche a chi non usa WhatsApp o non ha internet. WhatsApp conviene quando servono immagini, pulsanti e una conversazione con il cliente. Molte aziende usano entrambi: WhatsApp come canale principale e l’SMS come riserva per chi non risponde.

S

Redazione SendApp

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