WhatsApp Marketing con ChatGPT
Prova gratisLun — Ven09:00 — 18:00
Sito, PDF e testi
Domanda del clienteA che ora chiudete?
Oggi chiudiamo alle 18:00.
“WhatsApp marketing con ChatGPT” vuol dire una cosa precisa: un assistente basato su un modello linguistico, addestrato sui contenuti della tua attività, che risponde ai clienti in chat come farebbe una persona che conosce il listino a memoria. Non è ChatGPT aperto in un’altra finestra: è l’AI dentro il numero WhatsApp, sul sito, su Instagram, che lavora sulle tue informazioni e passa la mano quando la domanda esce dal suo campo.

Cosa fa l’AI su WhatsApp, in pratica
- Risponde alle domande libere. “Fate anche torte senza glutine per sabato?”, “il modello XL è disponibile in blu?”: domande che nessuna parola chiave prevede, con la risposta presa dai tuoi contenuti.
- Nella lingua del cliente, anche se i contenuti sono in italiano.
- 24 ore su 24, senza risposta d’assenza: alle 22:40 il cliente ottiene un’informazione, non un “vi rispondiamo domani”.
- Qualifica e raccoglie: chiede nome, esigenza, data, e li salva sulla scheda contatto.
- Passa all’operatore quando serve: su richiesta del cliente, su parole sensibili (reclamo, rimborso) o quando non trova la risposta. Da lì la conversazione è tua, con lo storico.
- Stesso assistente su tutti i canali: WhatsApp, Instagram, Messenger, Telegram, email, SMS e widget del sito, da un’unica inbox.
Come si addestra: le quattro fonti
L’assistente sa solo quello che gli dai. In SendApp Agent le fonti sono quattro, e si possono combinare:
- URL: una o più pagine del sito (servizi, prezzi, FAQ, spedizioni).
- Sitemap XML: tutto il sito in una volta, per chi ha molte pagine.
- PDF: listini, cataloghi, menù, regolamenti, schede tecniche.
- Testo libero: le cose che non stanno scritte da nessuna parte — “il parcheggio è gratuito la domenica”, “non facciamo spedizioni all’estero”.
Non serve un account OpenAI, una chiave API o un contatore di consumi: l’AI è inclusa nel piano.
I passi in SendApp Agent
- Collega il canale: WhatsApp via QR code in cinque minuti, oppure con le API ufficiali Meta.
- Crea l’assistente: nome, tono (formale o informale), lingua principale, cosa può e non può promettere.
- Aggiungi le fonti: URL, sitemap, PDF, testo. L’assistente le legge e costruisce la sua base di conoscenza.
- Provalo in chat con le domande vere dei tuoi clienti, comprese quelle scomode.
- Correggi le risposte che non ti convincono: da quel momento l’assistente usa la versione corretta.
- Definisci il passaggio all’umano: parole chiave, orari, tipo di richiesta. Poi attivalo sul canale.
La guida passo per passo mostra ogni schermata. Tutto quello che l’assistente fa, con i limiti per piano, è sulla pagina dell’intelligenza artificiale.
Cosa lasciare all’operatore
Un buon impianto non fa rispondere l’AI a tutto. Restano a una persona i prezzi non a listino e gli sconti, i reclami, le trattative, le decisioni con conseguenze legali o economiche, e qualunque cosa il cliente chieda di trattare con un umano. L’assistente non deve inventare: quando non sa, dice che non sa e passa la mano. È il motivo per cui la fonte conta più del modello: contenuti aggiornati e completi valgono più di qualunque prompt.
Esempi per settore
- Ristorante: menù in PDF e orari come fonti; l’AI risponde su allergeni, prenotazioni e giorni di chiusura, e passa il tavolo per più di otto persone a chi gestisce la sala.
- E-commerce: pagine spedizioni e resi, catalogo; l’AI risponde su tempi, taglie e disponibilità, e cede a un operatore per un reso già aperto.
- Studio professionale: pagina servizi e testo con le tariffe standard; l’AI fissa il primo appuntamento e lascia il preventivo al professionista.
- Palestra: listino, corsi e regolamento; l’AI risponde su orari e abbonamenti e raccoglie la richiesta di prova.
Quanto costa
L’AI è inclusa in SendApp Agent: gli account AI vanno da 1 a 30 a seconda del piano, insieme a operatori, contatti e messaggi. I piani partono da €19 al mese, con 7 giorni di prova senza carta. Il listino completo.
Domande frequenti
È davvero ChatGPT?
È un assistente basato su modelli linguistici della stessa famiglia, addestrato sui tuoi contenuti e integrato nei canali. Non devi aprire un account OpenAI né pagare consumi a parte.
L’AI può sbagliare?
Sì, se le fonti sono incomplete o vecchie. Per questo si prova in chat prima di attivarla, si correggono le risposte e si tengono aggiornate le fonti. Sulle domande fuori campo l’assistente passa la mano invece di inventare.
Serve l’API ufficiale di WhatsApp?
No: l’assistente funziona anche sul numero collegato via QR code. Le API ufficiali Meta servono quando vuoi anche campagne con template approvati e volumi alti.
Che differenza c’è con le risposte a parole chiave?
La parola chiave è una regola fissa: testo riconosciuto, risposta uguale. L’AI capisce la domanda anche se è formulata in modo nuovo. Le due cose convivono: la guida ai messaggi automatici spiega quando usare l’una e quando l’altra.