Blog / Guida

Il pulsante WhatsApp sulla scheda Google: come aggiungerlo in 5 minuti e gli errori che lo nascondono

Redazione SendApp6 min di lettura
Il pulsante WhatsApp sulla scheda Google: come aggiungerlo in 5 minuti e gli errori che lo nascondono

In breve

Dal 31 luglio 2024 la chat interna di Google non esiste più, ma il Profilo dell’attività permette di aggiungere un pulsante che apre WhatsApp. Serve un profilo verificato e un link click-to-chat scritto nel formato giusto; se insieme a WhatsApp inserisci anche un numero per gli SMS, Google mostra solo gli SMS.

Perché conta

Chi cerca «parrucchiere vicino a me» o il nome del tuo negozio spesso non arriva mai sul tuo sito: guarda la scheda che Google mostra a destra dei risultati o su Maps, legge orari e recensioni e decide lì se contattarti. Su quella scheda di solito ci sono due pulsanti, «Chiama» e «Indicazioni». Il primo funziona solo se in quel momento qualcuno risponde al telefono; il secondo porta il cliente da te, ma non risponde alla domanda che aveva in testa, tipo «avete la taglia 42?» o «c’è posto sabato mattina?».

Fino al 2024 Google aveva una sua chat dentro il profilo, che si gestiva da un’app di Google. La guida ufficiale di Google Business Profile spiega che dal 31 luglio 2024 chat e cronologia delle chiamate non sono più disponibili, e indica come alternativa proprio i messaggi di testo o WhatsApp, per i profili idonei. Molte attività hanno perso il pulsante della chat in quel momento e non l’hanno mai rimesso: oggi la scheda manda tutti al telefono.

Come si fa, passo per passo

1. Controlla di avere un profilo rivendicato e verificato

La guida di Google «Chattare con i clienti dal Profilo dell’attività» lo mette come prima condizione: il pulsante di chat si può aggiungere solo a un profilo che hai rivendicato e verificato. Se la tua scheda risulta ancora «non verificata», parti da lì. Google precisa anche che le opzioni di chat sono disponibili solo in alcune aree e potrebbero non comparire per il tuo profilo: se al passaggio 3 non vedi la voce «Chat», non è un errore tuo.

2. Prepara il link di WhatsApp nel formato giusto

Google non chiede il numero di WhatsApp, chiede un URL click-to-chat. Il Centro assistenza di WhatsApp spiega il formato: https://wa.me/ seguito dal numero completo in formato internazionale, senza il segno più, senza lo 00 iniziale, senza spazi, parentesi o trattini. Per un cellulare italiano diventa https://wa.me/393331234567; per un numero fisso italiano lo 0 del prefisso resta, quindi https://wa.me/390212345678. Se vuoi capire meglio come funziona, c’è la nostra scheda sul link wa.me e i suoi parametri. Prima di andare avanti, apri il link dal tuo telefono: deve aprirsi la chat con il numero giusto.

Il numero deve essere quello su cui usi WhatsApp per l’attività. Se il numero pubblico della scheda è un fisso, puoi usarlo anche per WhatsApp Business: come si attiva lo trovi nella guida su WhatsApp Business con il numero fisso.

3. Inserisci il link nel profilo

Questi sono i passaggi descritti da Google, dal computer:

  • Vai su business.google.com e apri il tuo profilo.
  • Fai clic su «Modifica profilo» e poi su «Contatto».
  • Accanto a «Chat» fai clic su «Modifica».
  • Nel menu a discesa scegli «WhatsApp».
  • Incolla il link click-to-chat nel campo dell’URL e fai clic su «Salva».

4. Prova il pulsante come farebbe un cliente

Dopo il salvataggio, cerca la tua attività su Google da un telefono che non è il tuo, tocca il pulsante della chat e manda un messaggio. Le modifiche al profilo possono richiedere un po’ di tempo per comparire: se il pulsante non c’è subito, riprova più tardi prima di cambiare qualcosa. Google indica anche che puoi seguire le metriche della chat nel rendimento del profilo, così sai quante persone lo usano.

5. Decidi cosa trova il cliente quando scrive

Chi ti scrive dalla scheda Google spesso non ti conosce ancora, e ti scrive anche alle 22. Un messaggio di benvenuto automatico e un messaggio di assenza fuori orario, con gli orari di apertura e la promessa di una risposta il mattino dopo, evitano che la prima impressione sia il silenzio.

Gli errori da evitare

  • Inserire sia WhatsApp sia un numero per i messaggi di testo: la guida di Google è chiara, se aggiungi entrambe le opzioni ai clienti viene mostrata solo quella dei messaggi di testo, e WhatsApp sparisce.
  • Scrivere il link con il più, gli spazi o lo 00 davanti al prefisso: il pulsante apre una chat sbagliata o non si apre.
  • Usare il numero personale del titolare invece di quello dell’attività: quando cambi collaboratore o telefono, il pulsante punta ancora a lui.
  • Mettere il pulsante e poi non rispondere: una chat lasciata senza risposta su una scheda pubblica fa più danno di un telefono che squilla a vuoto.
  • Aggiornare il pulsante e dimenticare gli orari: se la scheda dice «aperto» e in chat non risponde nessuno, il cliente ne trae la conclusione più semplice.

Un dettaglio utile se hai più sedi: Google indica che più profili possono usare lo stesso link WhatsApp. Funziona se una sola persona risponde per tutti, ma conviene almeno chiedere al cliente da quale negozio scrive.

Un esempio concreto

L’esempio è illustrativo: non racconta un cliente reale. Un negozio di calzature di quartiere ha una scheda Google con molte recensioni, ma riceve telefonate che durante le ore di punta nessuno riesce a prendere. La titolare prepara il link wa.me con il numero fisso del negozio, già attivo su WhatsApp Business, lo aggiunge come «WhatsApp» nella sezione Contatto e toglie il vecchio numero per gli SMS, che avrebbe nascosto il pulsante. Imposta un messaggio di benvenuto che chiede «Che modello e che numero cerchi?» e un messaggio di assenza con gli orari. Le domande sulle taglie arrivano per iscritto, con la foto della scarpa, e si possono smaltire fra un cliente e l’altro. Le persone che passano in negozio dopo l’acquisto ricevono, nella stessa chat, la richiesta di lasciare una recensione, con le regole che abbiamo spiegato nell’articolo su come chiedere le recensioni su Google. Lo stesso link finisce anche su un cartello alla cassa, trasformato con il generatore di QR code per WhatsApp.

Come lo fai con uno strumento come SendApp

Il pulsante di Google apre una normale chat WhatsApp, quindi funziona con qualsiasi numero che usi su WhatsApp. Se rispondono più persone, o se vuoi che di notte risponda un assistente, il numero si può collegare a uno strumento come SendApp Agent tramite l’API ufficiale di Meta, anche in coesistenza con l’app WhatsApp Business che usi già: le chat che arrivano dalla scheda finiscono nella stessa casella condivisa degli altri canali, dove si assegnano e si etichettano. Per chi chiama invece di scrivere c’è anche il percorso inverso, da una telefonata a una chat WhatsApp. Il piano Professional costa 19 euro al mese (16 con fatturazione annuale), comprende 1.000 contatti e 10.000 messaggi e si prova per 7 giorni senza carta di credito; i messaggi WhatsApp restano soggetti alle tariffe di Meta.

Cosa fare adesso

  • Apri la tua scheda su Google dal telefono e guarda quali pulsanti vede oggi un cliente.
  • Prepara il link wa.me del numero dell’attività e provalo da un altro telefono.
  • In «Modifica profilo» › «Contatto» aggiungi la chat WhatsApp e controlla di non avere anche un numero per i messaggi di testo.
  • Imposta benvenuto e messaggio di assenza prima che arrivino le prime chat.
  • Dopo un mese, guarda le metriche della chat nel rendimento del profilo e confrontale con le chiamate.

Se vuoi sapere quante chat arrivano davvero dalla scheda Google, prova ad aggiungere al link un testo precompilato, come «Ciao, vi scrivo da Google». Il parametro text è previsto da WhatsApp; la guida di Google non dice se il campo lo accetta, quindi salva, apri il pulsante e controlla che il testo compaia.

Fonti: Guida di Google Business Profile, «Chattare con i clienti dal Profilo dell’attività» e «Modifiche alla chat e alla cronologia chiamate del Profilo dell’attività»; Centro assistenza WhatsApp, «Come usare la funzione click to chat». La disponibilità della chat per area geografica non è indicata paese per paese: per l’Italia va verificata sul proprio profilo. Ultima verifica: 8 ottobre 2026.

Vuoi il link WhatsApp già pronto da incollare nella scheda?

Apri il generatore di link WhatsApp

Mettilo in pratica con SendApp

Campagne, AI e inbox multicanale senza ricarichi sul costo dei messaggi. Prova gratis, senza carta di credito.

Redazione SendApp

Il team di SendApp, piattaforma di WhatsApp marketing e AI per le aziende.

Domande frequenti