Blog / Guida

Il Registro delle opposizioni vale anche per WhatsApp? Cosa deve sapere chi scrive ai clienti

Redazione SendApp6 min di lettura
Il Registro delle opposizioni vale anche per WhatsApp? Cosa deve sapere chi scrive ai clienti

In breve

Il Registro pubblico delle opposizioni copre le telefonate commerciali, con operatore o automatiche, e la posta cartacea: i messaggi WhatsApp non ci sono. Questo non vuol dire che si possa scrivere a chiunque non sia iscritto, anzi: per le promozioni via WhatsApp serve sempre il consenso di chi le riceve, iscritto o no.

Perché conta

Chi ha una lista di numeri, presi dal gestionale, dalle consegne o dai biglietti da visita, prima o poi si fa questa domanda: se controllo che nessuno sia iscritto al Registro delle opposizioni, posso mandare a tutti la promozione su WhatsApp? La risposta breve è no, e per un motivo che sorprende: il Registro non c’entra con i messaggi. Non perché i messaggi siano liberi, ma perché seguono una regola più severa.

Capire la differenza evita due errori opposti: credere di essere in regola perché si è «controllato il Registro», e credere di non poter più scrivere a un cliente che ha iscritto il suo numero.

Come funziona: due regole diverse per due canali

Il Registro: telefono e posta cartacea

Il Registro pubblico delle opposizioni è gestito per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ed è regolato dalla legge n. 5 del 2018 e dal DPR n. 26 del 27 gennaio 2022. L’articolo 2 del DPR dice a cosa si applica: alle comunicazioni telefoniche «con qualunque mezzo effettuate», sia con un operatore sia con sistemi automatizzati di chiamata, e alla posta cartacea, per pubblicità, vendita diretta, ricerche di mercato e comunicazione commerciale. Oggi si possono iscrivere tutti i numeri italiani, fissi e cellulari, anche quelli che non stanno negli elenchi telefonici.

Secondo il sito ufficiale del Registro, chi fa telemarketing deve consultarlo ogni mese e comunque prima di ogni campagna, e ha al massimo 15 giorni per recepire una nuova iscrizione telefonica (30 per quella postale). L’iscrizione annulla i consensi alla pubblicità dati in passato, tranne quelli verso le aziende con cui c’è un contratto in corso o cessato da non più di 30 giorni, e quelli dati dopo l’iscrizione.

WhatsApp: serve il consenso, sempre

I messaggi promozionali seguono l’articolo 130 del Codice privacy (d.lgs. 196/2003): per le chiamate automatiche senza operatore e per le comunicazioni elettroniche come email, fax, SMS e MMS serve il consenso del destinatario prima dell’invio. Il Garante per la protezione dei dati personali, nelle «Linee guida in materia di attività promozionale e contrasto allo spam» del 4 luglio 2013, ha scritto che la stessa disciplina vale per i messaggi promozionali inviati con servizi come Skype, WhatsApp, Viber e Messenger, e che trovare un numero in rete non autorizza a usarlo per le promozioni. Le linee guida sono anteriori al GDPR e citano articoli del Codice poi riscritti, ma l’obbligo del consenso preventivo è rimasto nell’articolo 130.

Le regole di Meta vanno nella stessa direzione: con l’API ufficiale si scrive per primi solo a chi ha accettato di ricevere messaggi dall’azienda. Il quadro completo su informativa, base giuridica e revoca è nella nostra guida a GDPR e marketing su WhatsApp.

Telefonata commercialePromozione su WhatsApp
RegolaSi può chiamare chi non si è opposto (iscrizione al Registro)Si può scrivere solo a chi ha dato il consenso
Controllare il RegistroObbligatorio, ogni mese e prima di ogni campagnaNon basta: il consenso serve comunque
Numero trovato online o su un elencoChiamabile se non iscritto, con le altre regole del GDPRNon utilizzabile senza consenso
Cliente che ha comprato da teContratto in corso o chiuso da meno di 30 giorni: il consenso resta validoNessuna eccezione: l’eccezione per i clienti (art. 130, comma 4) vale solo per l’email

Il caso a metà: le chiamate WhatsApp

Una chiamata vocale fatta con WhatsApp per proporre un’offerta è una «comunicazione telefonica con qualunque mezzo»? Né il DPR né il sito del Registro lo dicono in modo esplicito, e non abbiamo trovato chiarimenti ufficiali. La lettura prudente, che è la nostra, è trattarla come una telefonata commerciale: consenso del cliente e controllo del Registro.

Gli errori da evitare

  • Passare la lista al Registro e poi mandare la promozione su WhatsApp a tutti i numeri «puliti»: il controllo riguarda le telefonate, il consenso per i messaggi manca ancora.
  • Usare il numero lasciato per una consegna o un preventivo come se fosse un consenso alle offerte: sono due finalità diverse, e la seconda va chiesta.
  • Applicare ai messaggi l’eccezione per i clienti che vale per l’email: il comma 4 dell’articolo 130 parla di «coordinate di posta elettronica», non di numeri di telefono.
  • Pensare che un cliente iscritto al Registro sia perso: se ti ha dato il consenso per WhatsApp, l’iscrizione riguarda le telefonate. Questa è la nostra lettura dell’articolo 2 del DPR; nel dubbio, chiedi conferma al tuo consulente.
  • Dimenticare l’uscita: in ogni promozione serve un modo semplice per dire basta, e chi lo usa va tolto subito. Come gestirlo è spiegato in cosa fare quando il cliente scrive STOP.

Un esempio concreto

L’esempio è illustrativo. Un negozio di arredamento ha nel gestionale qualche centinaio di numeri: clienti che hanno comprato, persone che hanno chiesto un preventivo, numeri lasciati per la consegna. Per la promozione di fine anno il titolare pensava di far controllare la lista al Registro e poi scrivere a tutti su WhatsApp.

Rifatto il ragionamento, la lista si divide in tre. Chi ha firmato il consenso alle offerte nel modulo d’acquisto riceve la promozione. Chi ha lasciato il numero solo per la consegna riceve, alla prossima occasione utile, un messaggio di servizio con la domanda «vuoi ricevere su WhatsApp le nostre offerte?», e chi risponde sì entra nella lista. Chi ha chiesto solo un preventivo resta fuori dalle promozioni. Le telefonate commerciali, se il negozio decide di farle, passano invece dal controllo mensile del Registro. Se qualcuno chiede di sparire del tutto, vale la procedura per la richiesta di cancellazione dei dati.

Come lo fai con uno strumento come SendApp

Il lavoro vero è sapere chi ha detto sì e da dove arriva ogni numero. In SendApp Agent, per esempio, ogni contatto può avere tag e campi personalizzati: un tag come «consenso-offerte» e un campo con la fonte del numero bastano per scegliere i destinatari di una campagna solo fra chi ha accettato, come spiega la guida a contatti, tag e segmenti. La guida per importare una rubrica da CSV ricorda di caricare solo chi ha dato il consenso, e il collegamento passa dall’API ufficiale di Meta, con le sue regole. Il piano Professional costa 19 euro al mese (16 con fatturazione annuale), comprende 1.000 contatti e 10.000 messaggi e si prova per 7 giorni senza carta di credito; i messaggi WhatsApp restano soggetti alle tariffe di Meta.

Cosa fare adesso

  • Dividi la lista in base al consenso, non in base al Registro: chi ha detto sì alle offerte, chi ha lasciato il numero per altro, chi non sai.
  • Annota per ogni numero la fonte e la data del consenso, così puoi dimostrarlo.
  • Aggiungi ai moduli d’acquisto e di contatto una casella separata per le offerte su WhatsApp, non spuntata in partenza.
  • Se fai anche telefonate commerciali, consulta il Registro ogni mese e prima di ogni campagna.
  • Metti in ogni promozione una riga per uscire, e rispettala subito.

Il modo più pulito per avere il consenso è farsi scrivere per primi: un link o un QR in negozio con un messaggio già pronto, e nella prima risposta la domanda sulle offerte. Se tra i tuoi clienti ci sono ragazzi, valgono anche le regole sui clienti minorenni su WhatsApp.

Ultima verifica: 19 ottobre 2026. Fonti: DPR 27 gennaio 2022, n. 26, articoli 1 e 2, e pagina «Conosci i tuoi diritti» sul sito ufficiale del Registro pubblico delle opposizioni; articolo 130 del Codice privacy (d.lgs. 196/2003); Garante per la protezione dei dati personali, Linee guida in materia di attività promozionale e contrasto allo spam, 4 luglio 2013 (doc. web 2542348). Informazione generale, non consulenza legale.

Vuoi un link WhatsApp con il messaggio già pronto, da mettere in negozio o sul sito, così è il cliente a scriverti per primo?

Apri il generatore di link WhatsApp

Mettilo in pratica con SendApp

Campagne, AI e inbox multicanale senza ricarichi sul costo dei messaggi. Prova gratis, senza carta di credito.

Redazione SendApp

Il team di SendApp, piattaforma di WhatsApp marketing e AI per le aziende.

Domande frequenti